Fare il turista nel posto dove vivi
Pubblicato da SAM alle lunedì, giugno 04, 2007 2 commenti
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Ed ora qualcosa di completamente diverso
Arrotolato sulla porta trovo un bigliettino in lettone che ovviamente non capisco.
Entro in casa, e accendo la luce... niente.
Allora penso che il bigliettino fosse un taglio programmato dell’elettricità. Ma nelle finestre dei vicini si vedeva la luce, e non c’erano date e orari sull’avviso.
Però c’era una cifra in denaro.
Sospetta.
Che i padroni non abbiano pagato la bolletta?
Vista l’ora decido che vale la pena di occuparmene il giorno successivo, e mi metto a dormire.
Stamattina chiamo il mio boss lettone, che chiama la padrona di casa, che chiama l’azienda elettrica... e salta fuori che qualche vicino di casa non ha pagato la bolletta, loro sono venuti e per sbaglio hanno tagliato i fili a noi!!!!
Senza parole...
Comunque dopo le proteste di stamattina la corrente l’ho ritrovata tornando a casa, e meno male!
Pubblicato da SAM alle mercoledì, maggio 30, 2007 2 commenti
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London calling
Altro fine settimana a Londra con la morosa (si, è faticoso per tutti e due vedersi in giro per l’Europa, ma ne vale la pena, eccome!), e altre impressioni sparpagliate sulla capitale dell’impero.
E poi Londra impressiona per incredibile vastità e disomogeneità. Già il centro come dicevo è assolutamente disorganico, quando si esce poi si perde completamente l’orientamento. In pratica e’ una spece di tessuto vivente fatto di tanti piccoli centri che si sono saldati insieme con il tempo, per cui si può tranquillamente viaggiare per quaranta minuti di bus attraverso strade che sembrano centri di paese, ma che in realtà sono tutte connesse e collegate tra di loro, è piuttosto impressionante.Anche la rete dei trasporti è qualcosa che va al di là della normale comprensione. Si, la metropolitana è fantastica e va dappertutto, ma questa volta mi sono addentrato nella giungla dei bus, che sono frequentissimi e capillari nella copertura del territorio. Talmente capillari che non esiste nemmeno una cartina con i percorsi, perchè sarebbe un lenzuolo. Tutta la rete è organizzata con una serie di centri nevralgici, e ognuno di essi ha la sua brava cartina schematica. E i centri sono più di trenta! Da perderci la testa, meno male che c’è l’ottimo sito internet, veramente realizzato benissimo, anni luce avanti.
Insomma un cosmo a sè, e mi ha fatto piacere esplorarne un pò anche le parti periferiche.
D’altra parte siamo anche entrati nel cuore scintillante della Londra che conta, sabato sera siamo stati invitati da un mio ex-collega che si è trasferito lì, ed abita in un bellissimo appartamento in centro (grazie alle munifiche politiche di trasferta della ditta della moglie). La serata è stata molto bella e l’accoglienza splendida, dalla loro finestra si vede la demolenda Battersea Power Station (quella della copertina di Animals) e il tutto ha fatto proprio molto Londinese, Nick Hornby e quant’altro... quindi un grazie a Riccardo e Pamela, e al piccolo Luca!Pubblicato da SAM alle lunedì, maggio 21, 2007 2 commenti
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Tele2 Way
Quindi è stato scovato un campeggio in cui ci hanno alloggiato in un bungalow attrezzato con camere. La prima sera tripla con bagno nella parte hotel, che però era poi prenotata, per cui la seconda notte l’abbiamo passata nella parte ostello, in camerata! Alla faccia del viaggio da business man! Come si dice da queste parti... Tele2 way!
Inciso: questo è lo slogan interno di Tele2, che la ditta comunica ai dipendenti. Si, perchè grazie all’americanizzazione del business e soprattutto al fatto che quelli del marketing devono giustificare i loro profumati stipendi, le ditte fanno marketing anche all’interno con i propri dipendenti, vendendogli il brand, l’appartenenza, l’attaccamento al lavoro. Cioè, ti trattano da numerello sostituibile in qualunque momento, però poi ti mettono i cartelloni pubblicitari studiati ad hoc per i dipendendi dentro l’ufficio. Evviva la ditta. Fine dell’inciso.
Il posto dove stava l’albego comunque era altro molto bello, in mezzo a un parco boschivo appena fuori città, con lepri e scoiattoli che scorrazzavano in giro tra i bungalow... che erano grandi, lunghi una ventina di metri, classica costruzione svedese a un piano, di legno dipinta di rosso con cornici bianche alle finestre – i ragazzi non hanno molta fantasia.
Stoccolma l’ho rivista con piacere, abbiamo avuto qualche ora per passeggiare in centro, e le giornate già lunghe della primavera nordica consentono di fare i turisti fino alle 10 di sera. L’impressione che mi ha fatto è stata la stessa della prima, frettolosa visita. Città carina ma fredda, che non riesce ad affascinarmi nonostante la disposizione su isole e il mare ovunque siano piuttosto particolari. L’atmosfera è abbastanza da capitale, con facce di tutti i colori in giro per strada (qui a Riga gli immigrati poveracci sono tutti ex sovietici, niente facce scure), negozi per turisti, metropolitana, manifesti di concerti, non c’è la atmosfera di immobilità che invece ho percepito nel sud della Svezia. Però alla fine la città lascia poco, qualche bello scorcio ma poca personalità.
In compenso la vista avuta nel volo di andata (su un piccolo fokker a elica che quindi volava a bassa quota) la vista sulle isole sulla costa ad ovest di Stoccolma, sul baltico... una vista veramente eccezionale, il mare punteggiato da una miriade di isolette, di cui solo alcune abitate, col qualche strada che si snoda tra una e l’altra con i ponti che le collegano... verament eccezionale! Potete vedere qui su google maps, giocate un po’ con lo zoom, anche se non rende benissimo... Posto segnato per una futura esplorazione via terra comunque!
Nel fine settimana spero di esplorare un po’ di Lettonia, con anche il supporto fotografico che in Svezia colpevolmente dimenticai!
Pubblicato da SAM alle venerdì, maggio 11, 2007 1 commenti
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Pioggia, sole, pioggia, sole e Fran...cia.


Eccomi di ritorno (di passaggio?) a Riga, dopo 10 giorni di Francia, martedì si riparte per tre giorni di Svezia (stavolta per lavoro – dicono).
In tutto questo ozio (mio) ci siamo dedicati anche a un po’ di turismo, eslporando un agolino di Bretagna – tecnicamente non lo è ancora, ma non diteglielo che loro espongono bandiere e scritte in bretone ovunque – con vista sull’oceano e sulle saline, e sosta nel borgo murato di Guerande, bellino.
E poi a Nantes hanno aperto il castello dei duchi di bretagna, che era in ristrutturazione da prima che Sara andasse ad abitarci (a Nantes, non nel castello) , per cui me lo sono visto, bellino anche se abbastanza in stire Loira, quindi villa oltre che castello, comunque ben murato e fortificato. Certo appena ristrutturato alla francese, e quindi sembra che l’abbiano appena costruito; il restauro conservativo da queste parti non è ancora sbarcato.


Comunque Sara vive in un campus bellissimo vicino a un fiume (l’Erdre), per cui si possono fare delle ottime passeggiate - e pic nic - lungo il fiume, che è tutto costeggiato da un parco con sentiero in mezzo agli alberi, in queste cose i francesi ne sanno! Come del resto ne sanno di autopromozione, in questo sono i maestri mondiali: per quanto riguarda il dipartimento di Nantes (dove fuori città c’è solo della gran campagna, vacche e campi, campi e vacche, più qualche vigneto) sono riusciti a mettere insieme un libretto con 30 itinerari da fare a piedi, in bici o a cavallo! Noi, diligenti, siamo andati a farne uno, e abbiamo visto un sacco di campi, un sacco di vacche e... basta! Tutto però ottimamente tracciato e organizzato e segnalato e manutenuto, niente da dire!
Sulla strada del ritorno ho fatto tappa a Hahn (Francoforte secondo la Ryanair) dove ho dormito a Schwerbach in un ostello sperdutissimo in mezzo alla campagna tedesca, prima di dirigermi verso Riga questa mattina. Insomma ormai sono un pendolare della comunità europea! E stavolta invece di specialità alimentari ho importato in lettonia una fantastica ventosa sturacessi, con cui ho finalmente liberato il lavandino della cucina. Si, forse quest’ultima nota non è proprio in linea con i viaggi che sono il tema del blog.... ma non formalizzatevi troppo, in fondo siamo tra amici!
Vi lascio con l'angolo dell'ego e della foto artistica (cliccate sulle foto per ingrandire... c'era bisogno di dirlo?)

Pubblicato da SAM alle domenica, maggio 06, 2007 2 commenti
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Celebrazioni
25 aprile.
Giornata lavorativa da queste parti, quindi celebro solo telematicamente. Festa comunque importante per la nostra storia, per non dimenticare.
Certo le falci e martello viste sventolare da qui appaiono particolarmente tetre; d’altra parte qua sarà la festa dell’indipendenza il 4 maggio, e già mi vedo tanti bei cortei di biondi lettoni ad agitare le loro bandierine con la croce celtica, che qua è parecchio di moda devo dire... quindi la sensazione è comunque sia cambiato ben poco nelle teste bacate della gente e che ci si sforzi sempre di aggredire le colpe degli altri senza analizzare le proprie.
Più che feste forse dovrebbero essere un momento di riflessione su quanto di tragico è stato fatto nel secolo scorso in nome di alti ideali, o di meschini ideali, ma sempre riempiendosi la bocca di parole che suonavano giuste e sacrosante a molti, e che hanno portato alla sofferenza e alla morte di moltissimi.
Vabè, che la memoria serva a qualcosa, e che si torni a parlare di cose futili (di me) su questi schermi!
Pubblicato da SAM alle mercoledì, aprile 25, 2007 5 commenti
Hai voluto il trespolo? Mo' pedala.
Grazie al potente trespolo posso finalmente dedicarmi alle esplorazioni nei dintorni di Riga. Come già detto uscendo dalla città inizia subito la foresta, o i campi coltivati a seconda delle direzioni. Ma la città è bella grande, non c’è che dire, e i dintorni te li devi guadagnare, pedala pedala sei sempre a Riga. Quindi ho puntato l’altro grande parco cittadino, che forma insieme a quello che avevo già visitato una specie di grande cintura di foresta che circonda la città alla periferia ovest. Gli ingredienti sono gli stessi, abeti rossi, saliscendi e un lago centrale.
Il parco di oggi, Jugla, è però più selvaggio e selvatico rispetto a Mesaparks, con meno gente, meno domestico insomma. Anche qui è facile abbandonare la strada asfaltata per prendere (ovviamente a caso) sentieri di terra battuta, che però è piuttosto sabbiosa... fatica! Ho tentato di circumnavigare il lago (circa quattro km per due, così a spanne) ma la ricchezza d’acqua di queste parti mi ha bloccato... ci sono una decina di fiumi che entrano o escono dal lago, e dal lato lontano dalla città le strade (e quindi i ponti) sono molto lontani dal lago... quindi dopo essermi impantanato su vicoli ciechi un paio di volte – frustrante ma suggestivo, vedi la foto con sentiero in mezzo ai laghetti – ho deciso che non era cosa e me ne sono tornato indietro. Il tutto mi ha preso più di tre ore; non voglio pensare ai km percorsi perchè la media penso sia qualcosa di vergognoso, diciamo che ho pedalato più di tre ore che fa la sua scena.
Il giro me lo sono goduto particolarmente visto che ieri c’erano 2 gradi e nevischiava, quindi pensavo mi toccasse starmene chiuso in casa anche oggi... e invece dopo pranzo le nuvole si sono aperte ed è uscito un bel sole, certo non caldo ma sopra i 10 gradi, quindi dignitosissimo per una pedalata in mezzo alla natura.
Pubblicato da SAM alle domenica, aprile 22, 2007 2 commenti
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