Lyon, Texas

Missione esplorativa sulle colline lionesi. Devo dire che i posti sono molto belli: pure essendo a dieci km dalla citta’ siamo in mezzo alle colline ed al verde, anche se ci sono molti paesi.
A febbraio mi trasferisco qui, per cui ci si guarda in giro nei dintorni dell’università, che per ora è l’unico punto fisso. E i dintorni non sono niente male. Colline, verde, foglie gialle e castagne, sentieri nei boschi, cantine sociali del Beaujolais, mercati paesani... insomma per un sabato qualunque l’offerta non è niente male. E la metropoli è dietro l’angolo.
Bene, bene.

Lasciatemi cantare, con il sitar in mano

Questo è veramente oltre. Stavo al ristorante con un po' di colleghi tra cui un indiano, e alla radio mettono Toto Cutugno, Italiano Vero. Io al solito dò segni di insofferenza, che insomma uno manco in macedonia può stare in pace e gli tocca sentire sta roba... nel frattempo guardo l'indiano e vedo che canticchia a tempo. Stranito gli chiedo se conosce la canzone e certo che la conosce, è una canzone indiana. Approfondiamo un po' il discorso e salta fuori che hanno fatto questa cover (o plagio), come colonna sonora a un film di Bolliwood. Io francamente sono impazzito durante la visione... godetevela.

Barba

Mi sono rasato la barba dopo un annetto.
Tutti mi dicono che la cosa mi ringiovanisce tantissimo.
In realtà ogni volta che la elimino ci trovo sotto una faccia un po' più vecchia della volta prima.

Spunti

"Quando un popolo, divorato dalla sete di libertà, si trova ad avere capo dei coppieri che gliene versano quanta ne vuole, fino ad ubriacarlo, accade allora che, se i governanti resistono alle richieste dei suoi più esigenti sudditi, sono dichiarati tiranni. Ed avviene pure che chi si dimostra disciplinato nei confronti dei superiori è definito un uomo senza carattere, un servo; che il padre impaurito finisce col trattare il figlio come suo pari e non è più rispettato; che il maestro non osa rimproverare gli scolari e costoro si fanno beffe di lui, che i giovani pretendono gli stessi diritti, la stessa considerazione dei vecchi e questi, per non parere troppo severi danno ragione ai giovani.
In mezzo a tanta licenza nasce e si sviluppa la malapianta: la tirannia. Infatti ogni eccesso suole portare all'eccesso opposto, sia nelle stagioni che nelle piante che nei corpi, e a maggior ragione nei reggimenti politici.
Dal libro 8° della Repubblica di Platone.

Ho letto questo brano citato da Panagoulis in “Un Uomo”, della Fallaci. Non avevo mai letto nulla di suo a parte i deliri di vecchiaia che a quanto pare non rendono giustizia a quanto ha scritto prima. Leggere “Un Uomo” significa farsi letteralmente prendere a schiaffi dalle pagine del libro dall'inizio alla fine, riflettere, pensare. E in qualche modo riscoprirsi vivi. Un libro da leggere, consigliare, diffondere, far leggere a scuola.
La frase di Platone mi ha colpito ed è in qualche modo confortante, ci pare sempre di essere alla fine della storia, che le spirali ci portino sempre più in basso, e invece ecco qua descritta la nostra situazione da un greco di 2500 anni fa. E senza neanche parlare di televisioni!


Monte Rosa

La vista dalla vetta

Ebbene sì, sono tornato, vivo.
I 4556 metri di Punta Gnifetti sono stati conquistati, e devo dire che sono soddisfazioni. Personalmente non avevo tutta questa smania di conquistare qualcosa, e mi sarei accontentato di una bella settimana lontano dalla civiltà, tra boschi e montagne, con tenda, fornelli e cibo in spalla: un modo di stare in montagna che mi è stato insegnato dai quelli che sono stati i miei compagni anche di questo viaggio, e che è assolutamente impagabile per come mi permette di staccare e di dimenticarmi di impegni e problemi, e riequilibrare il cervello – per quel poco che è possibile.
Ma sempre gli stessi soci hanno una certa passione per i ghiacciai e per le performance in generale, per cui alla fine mi sono lasciato trascinare nell'impresa, totalmente a digiuno di ramponi, cordate, picozze e quant'altro. Devo dire che ne è valsa la pena.

Panorama dal Gnifetti

Il viaggio è stato impostato con calma, nel senso che ci siamo presi 6 giorni in totale, partendo dai 1685 metri di Gressoney La Trinitè per arrivare sulla vetta e ritorno. Finché siamo stati sotto i 3000 metri c'è stata la possibilità di accamparsi nelle nostre tende e cucinarci il cibo sui fornelli, insomma viverla come piace a noi. Poi, dopo gli accampamenti sul Lago Gabiet e sul Lago Blu, si è incominciato a fare sul serio: siamo saliti ai 3647 del Rifugio Gnifetti, con il primo lembo di ghiacciaio affrontato nella mia vita con tanto di ramponi e picozza, e come ciliegina sulla torta la malefica scaletta per issarsi fino al rifugio, che ha rischiato di diventare il mio personale ponte tibetano (cit. Come è dura l'avventura) ma che per fortuna ho passato indenne sia in salita che in discesa.
A proposito di Tibet, il rifugio stesso è quanto di più tibetano mi sia mai capitato di vedere da queste parti: abbarbicato su un roccione circondato dal ghiacciaio sembra una sorta di Potala più spartano; ma è stata soprattutto l'assenza di acqua nei bagni a riportarmi le sensazioni (olfattive) e il comfort delle latrine tibetane. Certo fare pipì nella turca guardando in faccia sua maestà il seracco è qualcosa di unico.
E poi da lì la vetta: 900 metri (con saliscendi ad aumentare il dislivello reale) tutti su ghiaccio, con partenza alle 5 di mattina al buio e con la lampada frontale in testa. Il silenzio e la tensione del momento della vestizione, il ghiacciaio di notte, le luci lontane delle cordate che ci precedevano sono qualcosa che mi porterò dentro per sempre. Come del resto l'alba sul ghiacciaio, la vista sul mare di nuvole sotto di noi da cui spuntavano solo le vette più alte, e l'arrivo in vetta alla Capanna Margherita, l'ecomostro più alto d'Europa.
Sensazioni davvero difficili da descrivere, posso solo dire che il ghiacciaio in sé è davvero qualcosa che incute timore e rispetto, come una cosa viva e potente, una divinità della natura. E questo non solo quando ci sei in mezzo (anche perché siamo stati nelle parti ovviamente facili e sicure) ma soprattutto quando da posizioni privilegiate - come il rifugio, o molte parti del sentiero - si vedono i crepacci, i seracchi, le spaccature del ghiaccio vivo. E' lì che è evidente la forza dirompente di questa enorme massa semovente, che pur in fase di ritirata riesce a dimostrare una enorme potenza, ed è palesemente in attesa della prossima glaciazione per mostrare ancora una volta i muscoli e cambiare la nostra geografia.

Rifugio Mantova e dintorni

Ma più delle parole spero parlino le immagini, che potete trovare qui. (oppure qui per la versione riassunta - chiaramente consiglio quella completa)
Nel frattempo si torna al lavoro ma non alla vita di tutti i giorni, visto che sono a Lyon per questa settimana nella nuova sistemazione di Sara che diventerà presto anche la mia (la città, non il mini-appartamento in residenza). Per ora il nomadismo estremo continua.

Servizi sergreti italiani, servizi segreti bulgari

Era una delle mete che avevo in mente fin da quando son venuto a Skopje, e finalmente ho concretizzato approfittando della visita dell'ottimo Ale, che per primo ha sperimentato la via low cost verso la Macedonia: volo Bergamo-Sofia e poi bus Sofia-Skopje.
Ci siamo trovati quindi trovati a Sofia per passarci il weekend e poi tornare insieme qui a casa (Skopje intendo). Certo il viaggio in bus è davvero lungo, e certo al confine abbiamo dovuto dargli Ramaja, ma partendo da bergamo è comunque una via da tenere in considerazione per il rapporto qualità prezzo.
Sofia mi ha molto stupito in positivo: indubbiamente le aspettative bassissime che avevo hanno aiutato, però è una capitale europea piuttosto di buon livello sotto tutti i punti di vista, ordinata e decentemente pulita. Pare che di solito sia estremamente caotica, ma vista in un weekend di Agosto in cui tutti erano andati al mare o in montagna mi ha fatto un'ottima impressione, senza essere un totale deserto come Milano a ferragosto.
Ha indubbiamente aiutato anche l'ospitalità di Miro, un couchsurfer che ci ha accolto in casa, sfamato e scarrozzato in giro per la città con una gentilezza e disponibilità veramente eccezionali: per ora tutte le impressioni positive sulla comunità si confermano alla grande.
Certo poi non c'è molto da vedere a livello turistico, e le cose più interessanti sono le testimonianze del gusto per l'orrido dei bulgari, ben simboleggiate da questo fantastico monumento che rappresenta (chiaramente) la storia bulgara. Parlano di demolirlo da qualche anno ma per ora resiste fiero e si staglia al centro dei suoi giardinetti.


Il centro è costruito in stile soviet-neoclassico, con i palazzi del governo e la resitenza del premier che di giorno non sono niente di che, ma di notte sono valorizzati molto bene da una illuminazione suggestiva, e riescono a fare la loro porca figura.


In generale tutto è meglio che a Skopje, sia la città in sé che lo stato di manutenzione, e anche i negozi, i ristoranti e i locali sono decisamente moderni e accattivanti, tutti danno l'idea di essere stati costruiti o rinnovati negli ultimi 5 anni.
A parte questo i bulgari sono veramente uguali ai macedoni in tutto: lingua, modi di fare e di vestire, cucina , e persino nomi dei piatti... il che a una osservazione molto superficiale conferma i sospetti generalizzati che i macedoni in realtà siano bulgari, condiviso un po' da tutti tranne che ovviamente dai macedoni stessi, che odiano i bulgari, rivendicano un pezzo di Bulgaria come macedonia, dicono che il bulgaro deriva dal macedone... stessa vecchia storia insomma. I bulgari in compenso – a differenza per dire dei Greci - non hanno nessun problema di rimando, e si limitano a ignorare e un po' compatire i cugini fuori dall'Europa e bloccati nel loro staterello di quattro montagne.

Sono Pazzi Questi Balcanici 3

Titov Vrv

Questa mi è successa sabato, di ritorno da Titov Vrv, una delle vette più alte della Macedonia (eh si, ci si allena), che sta nella zona albanese.
Al ritorno mi riporta un simpatico taxista albanese, molto socievole anche se parlava solo albanese, macedone e tedesco, quindi la comunicazione era un po' difficoltosa.
Sulla strada di montagna c'erano banchetti di persone che vendevano mirtilli, appena raccolti dalle piante che ricoprono buona parte delle montagne, e ho deciso di non perdere l'occasione, per cui ci siamo fermati – e per inciso ho comprato 5 chili di mirtilli di cui sto facendo scorpacciate, nonché muffin e marmellata.
A questo punto è scattato il momento Carramba, visto che il taxista ha incontrato tra i venditori un suo amico che non vedeva da 7 anni, baci e abbracci e chiacchiere in albanese.
Dopodichè ripartiamo e il tipo mi racconta il legame tra loro (tento di rendere alla meglio l'esperanto):

- Ich, him, freund pum pum pum makedonia
- Oh, from the macedonian army?
- No, no army. Albanian (noi), Makedonian (loro), pum pum pum
- Oh, war.
- Yes! War! 2001 (scritto col dito sul cruscotto), Albanian and Makedonian war! Ha ha ha ha!!!!

E giù risate divertite.
Che al di là del personaggio ti fa riflettere come in ogni guerra, e in particolare in una guerra civile, dopo gli ammazzamenti e gli spari e gli atti che ogni parte considera eroici, poi si torna tutti a fare le vite di prima, a mischiarsi, ad avere rapporti come se nulla fosse. Chiaramenti le cicatrici rimangono, e profonde, però sembra sempre incredibile pensare che persone con cui hai a che fare 7 anni fa erano sulle montagne coi fucili.

Provateci con un Cayenne... Niva rules!

Plitvice

Dimentichiamo l’ordine temporale e partiamo dal posto più bello in assoluto, i laghi di Plitvice.
Devo dire che sono stato davvero impressionato da questo parco naturale, sotto tutti gli aspetti.
Prima di tutto il posto è splendido: detto molto in breve è una valle in cui il fiume ha formato una serie di laghi su diversi livelli (praticamente come una serie di chiuse), separati da dighe naturali e che comunicano tra loro attraverso una serie di cascate. Il tutto con un’acqua di un turchese irreale, e circondato da boschi lussureggianti: a tratti sembra di stare in qualche posto tropicale, altro che Croazia.

Laghi, cascate e acqua turchese...

In più il parco stesso è organizzato benissimo, con percorsi guidati di lunghezza variabile, bus per il trasporto dei passeggeri nei tratti più, lunghi, barche elettriche per attraversare il lago più grande, il tutto molto ben inserito nell’ambiente, e ben sincronizzato e funzionante. Insomma complimenti ai croati!
Devo dire che tutto l’entroterra croato mi ha sorpreso, aleno da Plitvice verso nord (il resto non l’ho visto). Appena lasciata la costa e scavalcate le prime montagne il paesaggio cambia improvvisamente e devo dire che i Balcani del nord sono davvero molto simili alle Alpi, spesso l’impressione è quella di stare in Austria.
La croazia rimane comunque consigliatissima per una vacanza tra mare, monti e città storiche, e ogni vacanza da quelle parti dovrebbe obbligatoriamente includere una giornata a Plitvice.

La carpa storpia di Plitvice, che frutterà il prossimo nobel in veterinaria


Vacanze

Lo so lo so, sono stato pigro, e sono stato anche in vacanza.
Molto in breve nell’ultimo mese e mezzo di latitanza sono stato in montagna in macedonia, in italia, croazia e slovenia in vacanza, al lago in macedonia. Al momento mi aspetta un agosto lavorativo ma ricco di ospiti seguito da una settimana di trekking sul Monte Rosa. Il tutto punteggiato da matrimoni assortiti.
Queste in brevissimo le notizie, nei prossimi giorni conto di postare qualcosa sui posti migliori visti in queste settimane.... ma non prometto nulla!

Sono Pazzi Questi Balcanici 2

Mentre aspettavamo altra gente davanti all'ambasciata americana, un collega mi fa:
"Qualche anno fa l'abbiamo bruciato, sto posto!"
"In che senso?"
"Quando hanno bombardato Belgrado abbiamo fatto una grossa manifestazione qua, e' finita che siamo entrati e abbiamo bruciato tutto. He he he."
"..."

E' stato abbastanza clemente da non specificare che pure noi italiani abbiamo bombardato la Serbia, mi sono sentito decisamente piccino. Mai quanto quando me ne parlavano i Belgradesi, dei bombardamenti.

In ogni caso adesso mi spiego un po' di piu' come mai l'ambasciata americana sia blindata, e perche' ne stiano costruendo una nuova, su una collina, che sembra Fort Knox.
Tra l'altro la leggenda popolare vuole che ci siano 9 piani sotto terra, e che i progetti e la realizzazione siano stati affidati a ditte diverse per ogni piano di modo che nessuno sappia cosa c'e' in totale.
Probabilmente gli architetti saranno uccisi e seppelliti dentro come nelle piramidi.