Lettonia più profonda
Secondo giro nel cuore della lettonia, questa volta Cesis, che la Lovely Planet spacciava come antica città medievale lettone che più lettone non si può... in realtà è un po’ una sòla, anche se c’è un castello molto bello. Il resto della città però non dice molto, tranne una via centrale bellina con case antiche e negozi. In più, dopo un venerdì di sole stupendo, ovviamente oggi ha tirato fuori una giornata grigia e triste con tanto di pioggerellina, un classico.
Il castello comunque bello, composto da una parte settecentesca con annesso museo, e una parte medievale diroccata. La cosa più simpatica è che per visitare il rudere medievale ti danno un elmetto da cantiere e una lanterna con una candela dentro, e ti dicono: vai! Non c’è illuminazione, e quindi nelle scale cieche per salire sulla torre c’è solo la luce della lanterna. Suggestivo ma si rischia anche di rompersi l’osso del collo! Poi c’è anche una sala sotterranea in cui ci si cala con una scala a pioli metallica, anche qui a rischio scivolone!Insomma bello godersi le rovine senza sbarramenti, transenne e quant’altro, anche se non so se valeva la pena di farmi due ore di treno (per novanta km... quasi peggio delle fs. Quasi perchè almeno qui i loro lenti orari li rispettano).
Domani si parte alla volta della misteriosa Macedonia. Parto ottimista lasciando qui sciarpa, scarpe pesanti e maglioni, speriamo in bene, voglio anche io la primavera anticipata che vi state godendo tutti!
Pubblicato da SAM alle sabato, marzo 10, 2007 3 commenti
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Turismo Visuale
Io ho tentato di spiegare che Al Bano in Italia non gode esattamente i favori delle elite intellettuali, ma poi per non fare la figura del solito paese dominato dai comunisti (che qua stranamente sono molto poco popolari) ho lasciato perdere. Tra l’altro non vorrei in nessun modo avere un influsso negativo sulle vendite del grande concerto per la festa della donna che l’ottimo Carrisi terrà a Riga (insieme ad altri pezzi da novanta quali i Ricchi e Poveri), ci mancherebbe, sosterrò fino in fondo la musica nazional(popolar)e!
Vabè, per mantenermi un minimo in linea con il tema del Blog vi parlo del mio argomento preferito, la Daugava: le piogge di questo weekend hanno lavato via tutta la neve ma il ghiaccio è rimasto, quindi in pratica adesso è tutto un lastrone di ghiaccio tipo pista di pattinaggio. Meno invernale della neve perchè il colore è scuro e simile a quello dell’acqua, ma comunque scenografico.

Pubblicato da SAM alle lunedì, marzo 05, 2007 2 commenti
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Rīga, Italia.
. Certo anche qui c’è uno che imita il papa... un po’ di rispetto insomma!
Nota di servizio... questo sarà weekend dell’ammòòre, la morosa viene a trovarmi! Gioia e gaudio e poco tempo davanti al computer, quindi niente aggiornamenti!
Aggiunta: Grazie al commento di Stefano mi sono ricordato di un manifesto che avevo visto in giro... ecco qua, sempre per palati fini il concerto dell'anno a Riga, per la festa della donna! So che non resistete, siete tutti invitati, vi ospito io!Pubblicato da SAM alle mercoledì, febbraio 28, 2007 6 commenti
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Turismo Testuale
Il fine settimana è stato dedicato al turismo a corto raggio, nei dintorni di Riga. Sabato sono arrivato a uno dei parchi cittadini, il più grande, che sta in periferia, al capolinea di un tram. Solo che qui periferia significa fine del mondo, nel senso che fuori Riga c’è la foresta, a perdita d’occhio, e la cosa per gli standard italiani è un po’ spiazzante: è come arrivare a Famagosta, o a Bisceglie, e trovarsi davanti una foresta di abeti rossi. Mica male. All’interno del parco c’è anche lo zoo, che ho evitato facendomi una bella passeggiata per i larghi viali innevati immersi nella foresta di conifere. A un certo punto la vista si apre su un lago molto grande, completamente ghiacciato; devo dire che è stato uno dei momenti in cui mi sono sentito davvero nel grande nord. Lago ghiacciato circondato da foresta di abeti rossi innevata: un paesaggio davvero diverso dai nostri, che dà una idea di vastità e di natura incontaminata che ti entra dentro. Al capolinea del tram. Si, forse in pianura padana stiamo proprio un po’ troppo stretti.
Domenica invece gita al mare, con Alex, un collega francese, e la sua ragazza lettone. Il mare è a una quindicina di chilometri da Riga, il posto si chiama Jurmala e in pratica è una serie di paesini sul lungomare collegati tra loro da una lunghissima passeggiata. Il centro è bellino, pieno di negozi e di locali, decisamente molto balneare. Se non fosse per la neve. Il tutto naturalmente circondato dalla foresta, che arriva fino alla spiaggia.
Già, la spiaggia. Mica si vede la spiaggia, d’inverno, in Lettonia. Quanto fa proprio freddo freddo si vede una distesa bianca e ghiacciata che arriva fino in Svezia (non è vero perchè ci passano le navi col rompighiaccio, ma detto così fa più scena), pare anche molto irregolare e sormontata da formazioni strane e iceberg formati dalle onde mentre si ghiacciano.
Quando invece il freddo dura poco come quest’anno (sono solo tre settimane che non va sopra zero, ci sono annate che sta sotto ininterrottamente tra novembre e aprile) si crea una fascia di acqua ghiacciata che non si distingue dalla spiaggia innevata, ma che dopo qualche decina di metri finisce e lascia spazio all’acqua. Anche in questo caso con delle formazioni strane, mucchi di ghiaccio più alti di altri, e forme al confine con l’acqua molto particolari, che ricordano le formazioni calcaree nelle grotte.
Il tutto non documentato visto che ero senza macchina, maledizione.
Anche sul confine tra terra e mare (credo) c’era un certo dislivello, che faceva un po’ l’effetto di onde congelate, le uniche onde su cui anche io posso fare surf!
Qui la pesca su ghiaccio la adorano davvero, praticamente ogni pezzo di acqua dolce ghiacciata (laghi, fiumi) è ricoperto di pescatori, pazientemente seduti in mezzo alla distesa di ghiaccio. Ora, già la pesca come passatempo la capisco poco, e Sampei non mi è mai piaciuto, ma se alle normali obiezioni che uno può avere a questo hobby ci mettete anche di praticarlo a -15, fermi, in mezzo al ghiaccio... mah, misteri della mente umana.
Sul treno all’andata è salito un signore piuttosto malmesso, con un supercappotto di pelle cucito a mano veramente artigianale, e un enorme trapano a mano, rosso, che serve appunto per fare i buchi nel ghiaccio da cui pescare... curioso.
Spero di avere qualche foto da mostrare se Alex mi spedisce le sue, intanto accontentatemi della mia vena letteraria da 5,5 costante nei temi!
Pubblicato da SAM alle lunedì, febbraio 26, 2007 2 commenti
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Profonda Lettonia
Oggi prima gita fuoriporta, Sigulda (nome che sembra uscito da 'Le Città Invisibili' di Calvino), una cinquantina di km da Riga, verso l'interno.Sensazioni contrastanti direi: la citta' veramente terribile, praticamente il nulla: una serie di fabbricati molto distanziati tra loro, senza un centro, nulla di più alto di un piano, nulla che desse l'idea di un paese (sui 10mila abitanti). Poi la neve e la totale assenza di persone davano un aspetto davvero desolato al tutto... insomma sceso dal treno ho pensato che avrei fatto meglio a starmene tranquillo al caldo a casa.
Ma lo scopo della gita non era vedere il paese, ma immergermi un po' nella natura, visto che Sigulda sta al limitare di un parco naturale ed è accreditata di bellezze paesaggistiche.
E in effetti appena abbandonato il centro (forse) abitato - nota che la prima foto e' la via principale, davvero - il paesaggio diventa interessante... il paese sta sull'orlo di una gola piuttosto larga scavata da un fiume (completamente ghiacciato of course), con un dislivello di un centinaio di metri dove sono riusciti pure a piazzare una pista da sci che parte da in mezzo alla città... d'altronde la cima più alta della lettonia sfora a fatica i 300 metri... fanno un po' quello che possono povere gioie. Comunque mi sono fatto una passeggiata di circa tre ore in mezzo ai boschi, salendo sulla sommità delle colline circostanti dove c'erano un paio di panorami belli sulla vallata, su sentieri ben tenuti ed attrezzati.
Insomma una bella giornata io e la natura, boschi brulli, neve, alcuni boschi di conifere, e praticamente neanche una persona. Bello ma faticoso camminare nella neve (bassa eh, sentieri battuti, comunque più fatica che camminare sulla strada), ovviamente sentiero perso un discreto numero di volte, ma fortunatamente la geografia era molto facile (colline, dirupo, due fiumi che chiudevano ad angolo retto), impossbile perdersi. Non impossibile preoccuparsi un po' di perdersi, non ritrovare il paese, essere assalito da un branco di lupi inferociti.... ah, la natura!Per il resto la vita sociale continua ad essere molto internazionale (la poca che faccio, tra pigrizia e sociopatia...): venerdì serata con un australiano, un portoghese, un francese, un polacco e 4 russi... no, non e' l'inizio di una barzelletta.
Che altro dire, il lavoro prosegue abbastanza tranquillo, nonostante le ristrutturazioni continue pare che ci sia abbastanza da fare... vedremo cosa porterà il tempo, qui regna l’incertezza.
Pubblicato da SAM alle domenica, febbraio 04, 2007 1 commenti
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